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Pubblicato il 10 febbraio 2026
🚨🪖🇷🇺🇪🇪🇺🇸🇮🇱🇮🇷🇹🇷 Sostiene un proverbio estone che “i guai non annunciano il loro arrivo”.
A questo serve prepararsi, scrutare l’orizzonte, farsi trovare possibilmente pronti.
Buonasera a tutti.
Un report redatto dal Servizio di Intelligence dell’Estonia è la base di partenza di un punto nave che questa sera sarà particolarmente denso di retroscena e informazioni riservate.
Cos’abbiamo qui? Un documento pensato per anticipare le tendenze dell’anno in corso, un’analisi da cui emergono alcuni tratti tipicamente estoni: su tutti l’abitudine a distinguere fra realtà e aspirazioni, un’attitudine che porta a essere schietti, pragmatici, a badare al sodo.
È un tipo di approccio fondamentale per qualunque analista. Mai innamorarsi delle proprie valutazioni, sempre mettersi nei panni del nemico, cercare di vedere il mondo coi suoi occhi. Ed è esattamente quanto fatto dagli 007 estoni in questo rapporto.
Il risultato finale è a dir poco interessante, soprattutto per le parti che riguardano la situazione interna alla società russa.
Premessa: i servizi segreti di Tallinn sono famosi per avere uno sguardo particolarmente lucido su ciò che accade oltre il confine orientale.
La ragione è molto semplice: la geografia non consente errori.
Per questo non si concedono il tipo di illusioni che da quasi quattro anni vediamo riproposte con frequenza periodica.
Un esempio su tutti: quante volte avete letto che l’economia russa è al collasso?
Traduco: no, il sistema di potere di Vladimir Putin non è alle sue ultime ore.
Ma…
Ma dopo quasi 1500 giorni di guerra servizi di intelligence estoni riscontrano indicatori a dir poco inquietanti per Mosca.
Si tratta di segnali che il Cremlino ha per gran parte captato a sua volta, ma ai quali semplicemente non è – e non sarà – in grado di rispondere.
Perché? Perché si è spinto troppo oltre.
Nello specifico, oggi capiremo quali sono le minacce incombenti per Vladimir Putin e perché le spie estoni sono convinte che Putin sia seduto su una “bomba interna“ inesplosa.
Altro? Sì, come sempre.
Ci sono sussurri in Turchia un tempo impensabili: parlano di un mondo “dopo“ Erdogan e di un possibile erede al trono del Sultano.
E poi? E poi c’è caos a bordo. No, non sulla nave del Blog, ma su Wing of Zion, l’aereo che sta portando negli Stati Uniti il primo ministro israeliano, Bibi Netanyahu. Spoiler: c’è un incidente di sicurezza che ha il potenziale per trasformarsi in una spy story.
Avete capito: anche stasera c’è molto da dire.
E allora? E allora andiamo, facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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