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Pubblicato il 13 febbraio 2026
🚨🪖🇺🇦🇺🇸🇷🇺🇰🇵 Estonia. Maggio 2025. Un comandante NATO osserva da lontano le sue truppe in combattimento. Sono visibilmente allo sbaraglio, incapaci di opporsi al nemico. Decine di veicoli blindati alleati vengono distrutti da uno sciame di droni.
Buonasera a tutti.
Ciò che avete letto non è un’invenzione. E neanche l’inizio di un racconto distopico. È invece un piccolo frammento dell’inquietante spettacolo andato in scena durante una grande esercitazione che ha visto i soldati ucraini infliggere una sonora lezione alle truppe NATO.
Questa notizia è emersa per la prima volta soltanto oggi. Insieme, questa sera, analizzeremo i dettagli di quanto accaduto e capiremo perché si tratta di un fatto importante.
A proposito di Ucraina: Simon Shuster è tornato a Kyiv. Parliamo di uno dei giornalisti più importanti in circolazione, dell’autore che meglio di tutti ha saputo raccontare, sul campo, cosa volesse dire essere Zelensky nei primissimi giorni del conflitto.
Per cercare di capire, occorre tornare a quattro anni fa, a quei primi giorni di assedio in via Bankova.
Il Presidente è costretto a dormire in un bunker. E i suoi stessi assistenti ne sono sicuri, accanto a loro passeggia nervosamente un “dead man walking”.
Oggi la situazione si presenta in maniera molto diversa. Nel complesso presidenziale sono sparite le sedie e le rastrelliere per biciclette che fungevano da barricate improvvisate, per timore che da un momento all’altro i russi potessero fare irruzione.
Le luci nei corridoi, finalmente accese, hanno rispedito le torce negli armadietti. Sono rimasti però i sacchi di sabbia, ancora appoggiati contro le porte, dovesse mai capitare di attutire qualche colpo.
Ecco, quest’ultimo incontro è importante soprattutto per una ragione: perché ci porta all’interno del processo decisionale di Volodymyr Zelensky, proprio nelle ore in cui Donald Trump ricomincia a esercitare pressione. Avremo modo di conoscere la strategia del presidente ucraino, le impressioni e soprattutto le paure di chi lo circonda.
Di più: andremo anche a Mosca. Dobbiamo analizzare l’ultima trappola messa in atto dall’uomo del Cremlino in vista del prossimo round di colloqui.
Altro? Sì.
Siamo sempre più vicini alla risoluzione del caso che sta facendo discutere la comunità d’intelligence americana: il “mistero della cassaforte” che ha visto protagonista Tulsi Gabbard (e non solo).
Infine, sempre a proposito di spie: quelle della Corea del Sud hanno raccolto informazioni importanti sul futuro del regime nordcoreano. Piccolo spoiler: sembra che della dinastia del Monte Paektu continueremo a sentir parlare ancora a lungo.
Come dite? Dite che gli argomenti sono molti? Avete ragione. Allora iniziamo, non perdiamo altro tempo. Facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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